BeWine 2026: etic.a partner strategico di un progetto dove la sostenibilità prende forma in etichetta
Nel contesto di Vinitaly 2026, tra i principali appuntamenti internazionali dedicati al mondo del vino, quest’anno si è inserito, per la sua prima edizione, BE Wine – Innovation, taste & sustainability: un progetto che ha portato al centro della filiera vitivinicola un tema ormai imprescindibile, quello della sostenibilità.
Oggi l’Italia è il primo Paese in Europa per numero di cantine certificate B Corp, realtà che integrano qualità, innovazione e responsabilità nei propri modelli di business. E, in questo scenario, nasce BE Wine, con l’obiettivo di mettere in relazione aziende, design e filiera produttiva, dando forma a un nuovo modo di interpretare il vino.
Un progetto che parte dai valori e arriva al packaging
Promosso da Rete231 e ConnectionEthica, in collaborazione con B Lab Italia e NABA Milano – Nuova Accademia di Belle Arti, BE Wine si è sviluppato attorno ad una Wine Label Design Challenge.
Cinque Cantine B Corp – Avignonesi, Cielo e Terra, Perlage, Venturini Baldini e Marcel Zanolari – hanno messo a disposizione la propria identità e i propri valori, diventando il punto di partenza per lo sviluppo di cinque etichette sostenibili progettate dagli studenti NABA.
Il risultato è stato un esercizio concreto di traduzione: trasformare principi come responsabilità, trasparenza e impatto positivo in un linguaggio visivo capace di comunicare valore. Non solo design, quindi, ma narrazione.
Il ruolo di etic.a: dalla visione all’azione
In questo percorso, etic.a, azienda che ha fatto della sostenibilità uno dei suoi tratti distintivi, ha partecipato con un ruolo attivo e coerente con la propria identità.
Essere una B Corp significa contribuire a un modello di business che genera valore non solo economico, ma anche ambientale e sociale. Partecipare a BE Wine è stata, quindi, una scelta naturale: un’occasione per portare competenze tecniche e valore all’interno di un progetto che condivide gli stessi principi.
Il contributo si è sviluppato su due livelli:
- consulenza nella selezione di soluzioni adesive più coerenti con gli obiettivi di sostenibilità in collaborazione con UPM Adhesive Materials, altro partner del progetto;
- realizzazione concreta delle etichette, traducendo il design in prodotto finito.
La tecnologia di stampa come leva di sostenibilità
Uno degli elementi centrali del progetto è stato l’utilizzo di una tra le nostre tecnologie di stampa in grado di coniugare qualità e riduzione dell’impatto ambientale.
La tecnologia adottata – una macchina da stampa ibrida, la nostra Bobst Inkjet – rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione nel printing possa supportare obiettivi ESG senza compromettere resa estetica e performance.
Nel caso delle etichette BE Wine, la scelta è stata orientata verso una soluzione che permettesse di:
- ottimizzare i materiali, riducendo gli sprechi;
- raggiungere efficienza produttiva e velocità di stampa, in risposta alla crescente frammentazione delle referenze;
- offrire compatibilità con i processi di riciclo, elemento chiave nel packaging wine
In un settore in cui il packaging ha un ruolo sempre più strategico nel definire identità e posizionamento del brand, la scelta della tecnologia diventa parte integrante del racconto. Non è solo “come appare” un’etichetta, ma anche come è stata realizzata.
L’etichetta come punto di incontro tra design e responsabilità
BE Wine ha evidenziato un aspetto sempre più rilevante: il packaging non è un elemento accessorio, ma uno strumento di comunicazione e posizionamento.
Nel caso del vino, l’etichetta è spesso il primo contatto con il consumatore. È qui che si incontrano estetica, identità e contenuto. È qui che la sostenibilità può diventare visibile, comprensibile e concreta.
Le etichette sviluppate nel progetto hanno dimostrato proprio questo: la possibilità di raccontare valori complessi attraverso scelte progettuali e produttive coerenti.
La partecipazione a BE Wine ha rappresentato per etic.a un momento di confronto e di crescita, ma soprattutto la conferma di una direzione già intrapresa. Un’esperienza che guarda avanti, come parte attiva del cambiamento.