Etichetta ambientale: tutti gli aggiornamenti

Cresce sempre di più l’attenzione del consumatore verso le caratteristiche green dei prodotti che acquista. Parallelamente, cresce l’esigenza di assicurare una corretta informazione non solo del prodotto ma anche del suo packaging e dell’impatto che la loro realizzazione ha avuto sull’ambiente.

 

COS’E’ L’ETICHETTA AMBIENTALE

Dal 1992 la Legislazione Europea ha permesso alle aziende che volevano comunicare il proprio impegno nella sostenibilità di adottare volontariamente il marchio ecologico o etichetta ambientale. Il marchio (il simbolo della margherita) che contraddistingue il prodotto certificato, apposto sull’imballo o sull’etichetta, permette al consumatore di individuare facilmente il prodotto più rispettoso dell’ambiente. La metodologia per l’assegnazione del marchio prevede l’analisi dell’intero ciclo di vita del prodotto (Life Cycle Assessment) secondo quanto indicato dalle norme ISO 14040/14044 e la valutazione del suo impatto sull’ambiente a partire dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento.

“Le etichette ambientali svolgono quindi un duplice ruolo: da un lato incentivano l’uso di beni a ridotto impatto ambientale, dall’altro forniscono un riconoscimento per quelle aziende che si indirizzano verso scelte di produzione virtuose” (fonte Camera di Comm. di Ancona).

 

LE NUOVE DIRETTIVE

Il 26 settembre 2020 è una data importante per lo sviluppo dell’ Economia circolare: entra infatti in vigore il d.lgs. 116/2020 che modifica la parte del Testo Unico Ambientale (T.U.A.) dedicata alle norme generali sui rifiuti e imballaggi. Il Decreto Legislativo rende obbligatoria l’etichetta ambientale inserendo importanti novità, ad esempio, impone che tutti gli imballaggi siano opportunamente etichettati per facilitarne la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio. Diventa obbligatoria anche l’identificazione del materiale di composizione dell’imballaggio. (fonte Conai).

L’etichettatura ambientale quindi, sotto forma di codici alfanumerici, può essere riportata sia sulle singole componenti separabili sia sul corpo principale dell’imballaggio, ove questo non sia possibile viste le dimensioni ridotte del prodotto, si può ricorrere all’uso di QR Code o di apposite App.

Le informazioni minime che devono essere obbligatoriamente riportate in etichetta riguardano:

  • Descrizione della tipologia di imballaggio scritta per esteso o tramite rappresentazione grafica;
  • Identificazione del materiale con codifica alfanumerica ai sensi della Decisione 97/129/CE, integrata eventualmente con l’icona prevista dalla norma tecnica di riferimento;
  • identificazione della famiglia di materiale di riferimento e l’indicazione sul tipo di raccolta (se differenziata o indifferenziata);

(fonte Conai)

Le altre informazioni che possono essere volontariamente inserite sull’etichetta ambientale riguardano:

  1. Le indicazioni al consumatore per supportarlo in una raccolta differenziata di qualità;
  2. Le informazioni aggiuntive sulle caratteristiche ambientali dell’imballaggio quali:
  • Asserzione di riciclabilità, in caso l’imballaggio sia conforme alla norma tecnica UNI EN 13430:2005 e/o relativi marchi;
  • Asserzione di contenuto di riciclato, e/o relativi marchi di certificazione del contenuto di riciclato;
  • Asserzione di compostabilità, qualora l’imballaggio sia conforme alla norma tecnica UNI EN ISO 13432:2002 e/o relativi marchi di certificazione;
  • Adesione a CONAI o ai consorzi di filiera o ad altri sistemi EPR (Extended Producer Responsibility, ovvero l’insieme delle pratiche, procedure e sistemi per la gestione obbligatoria della responsabilità del produttore)(fonte CONAI)

 

Per approfondimenti sugli obblighi dei singoli materiali si rimanda al sito CONAI.

 

CONCLUSIONI

È doveroso osservare che vi sono ancora alcune criticità per i produttori di imballaggi che, grazie allo sforzo congiunto dei consorzi di filiera, sono in via di chiarimento, ad esempio:

  1. Non sono state stabilite modalità e tempi per smaltire eventuali scorte e per modificare gli impianti stampa;
  2. L’obbligo ricade sul produttore di imballaggi, ma per stabilire come marcare un imballo è necessario rivedere l’impostazione grafica che è stabilita dal cliente.

Vi terremo aggiornati sui nuovi sviluppi e prossimamente approfondiremo alcuni aspetti emersi da questa nuova legge.

In ogni caso noi di etic.a siamo molto soddisfatti dell’introduzione di questa norma: da sempre siamo convinti che l’attenzione alla sostenibilità ambientale dei prodotti sia una precisa responsabilità di chi vuole fare Impresa in modo consapevole e rispettoso dell’ambiente.

Per questo motivo abbiamo creato il Programma etic.a & sostenibilità che è possibile approfondire cliccando qui.

 

…. stampiamo etichette con passione e competenza…

 

13/11/2020